Melfi, Rionero, San Fele, Lagopesole, Avigliano, Barile, Forenza, Rapolla
Rotonda, San Severino Lucano, Terranova di Pollino, Latronico, Castelsaraceno, Lagonegro
Acerenza, Cancellara, Brindisi di Montagna, Vaglio di Basilicata, Castelmezzano, Pietrapertosa, Sasso di Castalda
Il palazzo, risalente al XVII secolo, fu costruito su un antico fortilizio longobardo in una posizione dominante e di grande suggestione ambientale. Nel tardo Seicento l’intero edificio ha subìto un’opera di rimodulazione, con l’ampliamento degli ambienti posti ad est e la costruzione del portale d’ingresso e della balconata impreziosita da colonnine lavorate. L’immobile, a seguito delle leggi di risanamento dei Sassi, fu svuotato dei suoi originari abitanti ed è stato per oltre trent’anni disabitato e non utilizzato. Negli anni ’70 una parte della struttura venne acquistata dall’artista spagnolo Josè Ortega il cui obiettivo era far lavorare insieme artisti e artigiani. Dopo la sua morte, quindi, i suoi eredi hanno autorizzato la donazione del palazzo alla Fondazione Zétema con il vincolo di destinazione museale. Oggi il progetto della Casa Ortega intende testimoniare la presenza a Matera del grande artista spagnolo Josè Ortega e favorire la riscoperta della tradizione artigiana. Il palazzo ospita venti bassorilievi policromi che il pittore iberico realizzò nel 1975 nella Città dei Sassi, utilizzando la tecnica artigianale locale più popolare e più emblematica: la cartapesta. I venti bassorilievi, divisi nelle due serie narrative “Passarono” e “Morte e nascita degli innocenti”, costituiscono il filo conduttore di un progetto culturale che vuole mettere in evidenza il legame tra arte e artigianato. Per rimarcare tale fecondo rapporto gli ambienti, arredati secondo un’ideale destinazione d’uso domestica (sala da pranzo, camera da letto, soggiorno, cucina), sono impreziositi da mobili e decorazioni realizzati da artigiani locali. Tali pregevoli manufatti incorniciano le opere del maestro spagnolo, creando, così, un dialogo che si impone agli occhi del visitatore per l’armonica naturalezza con cui le parti interagiscono. www.casaortega.it
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Protagonista indiscusso della manifestazione è il tartufo, infatti obiettivo principale di questa manifestazione è quello di valorizzare, diffondere e pubblicizzare questo prodotto del territorio lucano molto pregiato e richiesto dal mercato. Il tartufo presente in Lucania, ma soprattutto in Val D’Agri e nella montagna del Volturino, è di ottima qualità e di vario tipo. Il migliore è «Lo Scorzone», ma tra queste zone ci sono altri tipi di tartufo abbastanza richiesti (in alcune zone della Valle è presente anche il tartufo bianco). La manifestazione ha luogo ogni anno il 14 agosto, invece il giorno successivo, il 15 agosto, si svolge un’altra sagra che vede protagonista il prosciutto, altra eccellenza gastronomica del territorio.
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Il centro attuale in cui risiedono circa 2000 abitanti risale al XII secolo ma nelle vicinanze in località Serra di Vaglio sono state rinvenute testimonianze di insediamenti risalenti ad un periodo compreso tra il X ed il III sec. a.C. Qui oltre a fondazioni di antiche abitazioni è visibile una fortificazione costruita con blocchi di pietra a secco e lunga circa 7 Km VI sec. a.C. mentre nella zona più a valle sono state rinvenute alcune sepolture appartenuti a nobili e guerrieri come dimostrano le fibule i gioielli e le acconciature femminili nonch le armature le bordature per cavalli. Poco più a nord di Vaglio in località Macchia di Rossano è stato rinvenuto un complesso sacrale monumentale del IV sec. a.C. dedicato alla Dea Mefitis. Da visitare oltre agli scavi archeologici la Chiesa Madre di San Paolo Apostolo risalente al 1400 dove si conserva il corpo di San Faustino Martire patrono del paese festeggiato la terza domenica di Maggio.
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Irsina posta sul confine tra Puglia e Basilicata domina la Valle del Bradano. Al suo territorio appartiene il Bosco di Verrutoli un’area boschiva sede di una riserva naturale di un gruppo di daini che vivono liberamente nel bosco. Fino al 1895 il paese era chiamato Montepeloso dal greco plusos terra ricca e fertile mentre il nome attuale deriva da una delibera consiliare del 6 febbraio 1895 e deriva da irtium cioè irto ripido scosceso. Numerosi reperti archeologici risalenti ai periodi greco e romano testimoniano che Irsina è uno dei paesi più antichi della Basilicata. Nel corso dei secoli ha subito diverse dominazioni. Nel 988 Irsina subisce l’invasione e la distruzione da parte dei Saraceni la città viene ricostruita dal Principe Giovanni II di Salerno che dota il borgo di mura e torri difensive cosa che non impedisce alla città di subire il dominio dei greci bizantini. Nel 1041 Irsina è teatro della Battaglia di Montepeloso tra Bizantini e Normanni per il controllo del territorio e si conclude con la disfatta del popolo greco. Da questo momento il paese passa nelle mani di vari signori divenendo prima una delle dodici baronie normanne della contea poi ducato di Puglia e dal 1123 sede vescovile. Gli Svevi controllano Montepeloso fino alla battaglia di Benevento del 1266 che porta all’ascesa degli Angioini in tutta l’Italia meridionale. Una delle caratteristiche del centro storico sono le case grotte che richiamano i Sassi di Matera. La più famosa tra queste grotte anche visitabile è la casa grotta Barbaro scavata direttamente dentro due spelonche rocciose che si sviluppa addirittura su due livelli. Alcune di queste case grotte formano dei veri e propri cubicoli sotterranei che a volte prendono la forma di vere e proprie gallerie. Ma nel centro storico di Irsina si ergono pure i palazzi nobiliari risalenti al 500 e al 700 caratterizzati da bugne stemmi ed epigrafi. Grande importanza hanno anche le chiese prime fra tutte la Cattedrale di Santa Maria dell’Assunta risalente al XIII secolo che conserva al suo interno la statua del 500 di Sant’Eufemia attribuita ad Andrea Mantegna. Sant’Eufemia è la patrona della città festeggiata dal 14 al 17 settembre.
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