Melfi, Rionero, San Fele, Lagopesole, Avigliano, Barile, Forenza, Rapolla
Rotonda, San Severino Lucano, Terranova di Pollino, Latronico, Castelsaraceno, Lagonegro
Acerenza, Cancellara, Brindisi di Montagna, Vaglio di Basilicata, Castelmezzano, Pietrapertosa, Sasso di Castalda
Il castello di Noepoli, meglio noto come Palazzo Vitelli, sorge sulla cima di una collina e ha tutte le caratteristiche di una costruzione signorile che nel tempo ha conservato la sua funzione. La struttura risale al XV sec ed è costituita da alcune torri, una delle quali si affaccia sulla piazza del paese e denominata dagli abitanti “torretta”. Caratteristica principale è il portale della struttura in pietra e con decorazioni risalenti al XVIII sec. Altro elemento di pregio del manufatto è la presenza di passaggi segreti (vie di fuga), che mediante recupero e valorizzazione diventeranno una rilevante attrazione turistica per il paese. Oggi è sede del municipio e del Corpo Forestale. Nello stesso Municipio è ammirabile una pietra tombale del XIV secolo che riproduce un guerriero chiamato dalla gente del posto “Iacuvill”. Sul dorso destro sono scolpite alcune parole in latino che, originariamente, dovevano fare parte di un epitaffio, ma che oggi il tempo e gli agenti atmosferici hanno cancellato gran parte della dicitura, rendendo la scritta indecifrabile. Dalle poche parole rimaste possiamo intuire che un certo Giacomo Ionata dedicò questo sarcofago in pietra al pio Giacomo Fortunato, compianto da tutti i cittadini Noiani per la sua bontà e generosità. Risulta catalogato alla Soprintendenza alle Gallerie di Matera come pietra tombale del XV secolo già appartenuta al sarcofago di Iacopo Fortunato.
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La Madonna della Bruna è la protettrice della città di Matera e la festa in suo onore si festeggia il 2 luglio di ogni anno da più di 600 anni. Le origini di questa festa non sono chiare, ma ciò che è certo è che si tramanda di generazione in generazione e con il tempo si è arricchita di innumerevoli varianti ed è corredata da leggende popolari che spiegano l’origine della strana usanza di distruggere il carro trionfale sul quale viene posta la statua della Madonna (Carro Navalis) che passa in sfilata tra le vie cittadine. Lo spettacolare Carro Trionfale, in stile barocco, viene realizzato da abili artigiani materani. Scortato dai cavalieri della Bruna, che cavalcano eleganti cavalli bardati con fiori di carta e velluti, arriva in piazza Vittorio Veneto dove si tiene lo strazzo: il carro viene assaltato e distrutto in pochi secondi per poi essere ricostruito l'anno dopo. I pezzi strappati dal Carro sono per i fedeli delle reliquie propiziatorie da custodire. Il sacro e il profano si fondono in questa festa tanto da non essere più distinguibili.
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Lagonegro sorge nella Valle del Noce ai piedi del Monte Sirino ai confini con la provincia di Salerno e la Calabria. Posizionato in una zona ricca di sorgenti e laghetti Lagonegro ha origini lontanissime e il suo nucleo più antico risale al Medioevo nella zona del Castello. Nella chiesa di San Nicola si stanziarono dei monaci basiliani di origine bizantina tra il IX X sec. e una leggenda vuole che in questa chiesa sia stata sepolta Monna Lisa del Giocondo immortalata da Leonardo Da Vinci nel celebre ritratto conservato al Louvre di Parigi. Successivamente fu fortificata dai Longobardi di Salerno e dopo la conquista normanna fu assegnata alla contea di Lauria. L’aspetto religioso è molto sentito presso questa comunità infatti sul massiccio del Sirino c’è il Santuario della Madonna delle Nevi. La festività in suo onore si articola in tre momenti separati a giugno ad agosto e a settembre. Nel centro storico dove un tempo sorgevano templi dedicati alle divinità romane oggi sorgono alcune chiese questo processo di costruzione cristiana cominciò tra il IX X sec. Le sagre sono incentrate sui prodotti tipici come le castagne. Lagonegro ha dato i natali al cantante scomparso Mango. L’offerta turistica di Lagonegro non si esaurisce visitando il borgo e conoscendo la sua storia ma continua dando la possibilità ai turisti di optare per un turismo escursionistico favorito dal Monte Sirino meta prescelta anche dagli amanti dello sci alpino e di fondo grazie alla presenza del comprensorio in cui ricadono le stazioni di Lago Laudemio e Conserva di Lauria. Tra gli spettacolari boschi di faggio o sulle rive del lago glaciale Laudemio lago di origine glaciale a oltre 1500 metri di quota ci si può inoltrare soprattutto in primavera e avventurarsi in piacevoli passeggiate e rimanere affascinati dal colore verde smeraldo che il lago assume per la presenza di una particolare specie di alga. A pochi chilometri dal paese si trova il parco zoologico Giada creato da un appassionato di fauna esotica e donato successivamente al comune di Lagonegro.
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Il centro attuale in cui risiedono circa 2000 abitanti risale al XII secolo ma nelle vicinanze in località Serra di Vaglio sono state rinvenute testimonianze di insediamenti risalenti ad un periodo compreso tra il X ed il III sec. a.C. Qui oltre a fondazioni di antiche abitazioni è visibile una fortificazione costruita con blocchi di pietra a secco e lunga circa 7 Km VI sec. a.C. mentre nella zona più a valle sono state rinvenute alcune sepolture appartenuti a nobili e guerrieri come dimostrano le fibule i gioielli e le acconciature femminili nonch le armature le bordature per cavalli. Poco più a nord di Vaglio in località Macchia di Rossano è stato rinvenuto un complesso sacrale monumentale del IV sec. a.C. dedicato alla Dea Mefitis. Da visitare oltre agli scavi archeologici la Chiesa Madre di San Paolo Apostolo risalente al 1400 dove si conserva il corpo di San Faustino Martire patrono del paese festeggiato la terza domenica di Maggio.
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