Melfi, Rionero, San Fele, Lagopesole, Avigliano, Barile, Forenza, Rapolla
Rotonda, San Severino Lucano, Terranova di Pollino, Latronico, Castelsaraceno, Lagonegro
Acerenza, Cancellara, Brindisi di Montagna, Vaglio di Basilicata, Castelmezzano, Pietrapertosa, Sasso di Castalda
L’azienda agricola di Elena Fucci nasce nel 2000 quando una giovane donna decide di farsi carico dei vigneti di famiglia che altrimenti avrebbero venduto. La storia di questa realtà imprenditoriale è l’esempio di tanto coraggio e determinazione, ma anche il simbolo dell’amore verso la terra e le proprie origini. Dopo aver terminato gli studi in enologia Elena Fucci ha dato vita al “Titolo”, il solo rosso prodotto da questa piccola realtà lucana. Un unico vino, al momento, per motivi strettamente legati alle rese dei vigneti e direttamente connessi alla qualità del frutto data dalla maturità delle piante. Un unico vino per riuscire a rappresentare al meglio la più profonda specificità dell’Aglianico e la territorialità del Vulture. Un rosso che da subito si è fatto notare tra gli appassionati e tra gli addetti ai lavori, che lo hanno elogiato per eleganza e per potenza, caratteristiche che da sempre ne contraddistinguono il tratto. L'attuale cantina è stata ricavata dai vecchi locali sotto l'abitazione di famiglia, essa è dotata di tutte le attrezzature necessarie dalla vendemmia all'imbottigliamento ed etichettatura. Un primo ampliamento è stato eseguito scavando direttamente nella roccia vulcanica per ospitare la barriccaia; recentemente è stata completata la nuova cantina, sorta in adiacenza al corpo storico aziendale e messe in comunicazione da un tunnel scavato nella roccia vulcanica. La nuova struttura è costruita secondo i principi della bioarchitettura impiegando materiali di recupero e riciclo e tecnologie per ridurre a zero gli impatti e i consumi energetici.
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Il "Festival dei Cinque Continenti", una rassegna di spettacoli e di arte ideata dall'associazione culturale "Il Circo dell'Arte" e organizzata in collaborazione con l'Assessorato alla cultura di Venosa, si svolge solitamente in agosto con due spettacoli nel cortile del Castello "Pirro del Balzo". L'edizione 2021 ha visto andare in scena "Eneide" con Giuseppe Ciciriello, Pietro Santoro e Ferdinando Filomeno e il giorno successivo lo spettacolo "Mandolini al cinema. Omaggio a Ennio Morricone" con Hathor Plectrum Quartet. Lo spettacolo "Eneide" di Giuseppe Ciciriello è l'ultimo capitolo della trilogia "Eroe e contemporaneo" sull'epica antica. Si tratta di una rielaborazione del testo del celebre poeta latino Virgilio che trova in Enea l'archetipo di chi è costretto a lasciare la propria terra portando con sé la speranza di un destino migliore. "Mandolini al cinema", invece, è l'omaggio dedicato a Ennio Morricone attraverso l'esecuzione di alcuni dei suoi brani più famosi, adattati per il mandolino. Il quartetto è formato da Antonio Schiavone (mandolino), Roberto Bascià (mandolino), Fulvio S. D’Abramo (mandòla) e Vito Mannarini (chitarra). Il Festival dei Cinque Continenti, nato con l'obiettivo di attirare l'attenzione del grande pubblico verso i luoghi più suggestivi della Basilicata, possiede la caratteristica distintiva di mescolare la storia dei borghi, racchiusa nel suo patrimonio artistico, con le tradizioni dei popoli di tutto il mondo ben rappresentati dagli spettacoli che annualmente vanno in scena ogni anno.
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Irsina posta sul confine tra Puglia e Basilicata domina la Valle del Bradano. Al suo territorio appartiene il Bosco di Verrutoli un’area boschiva sede di una riserva naturale di un gruppo di daini che vivono liberamente nel bosco. Fino al 1895 il paese era chiamato Montepeloso dal greco plusos terra ricca e fertile mentre il nome attuale deriva da una delibera consiliare del 6 febbraio 1895 e deriva da irtium cioè irto ripido scosceso. Numerosi reperti archeologici risalenti ai periodi greco e romano testimoniano che Irsina è uno dei paesi più antichi della Basilicata. Nel corso dei secoli ha subito diverse dominazioni. Nel 988 Irsina subisce l’invasione e la distruzione da parte dei Saraceni la città viene ricostruita dal Principe Giovanni II di Salerno che dota il borgo di mura e torri difensive cosa che non impedisce alla città di subire il dominio dei greci bizantini. Nel 1041 Irsina è teatro della Battaglia di Montepeloso tra Bizantini e Normanni per il controllo del territorio e si conclude con la disfatta del popolo greco. Da questo momento il paese passa nelle mani di vari signori divenendo prima una delle dodici baronie normanne della contea poi ducato di Puglia e dal 1123 sede vescovile. Gli Svevi controllano Montepeloso fino alla battaglia di Benevento del 1266 che porta all’ascesa degli Angioini in tutta l’Italia meridionale. Una delle caratteristiche del centro storico sono le case grotte che richiamano i Sassi di Matera. La più famosa tra queste grotte anche visitabile è la casa grotta Barbaro scavata direttamente dentro due spelonche rocciose che si sviluppa addirittura su due livelli. Alcune di queste case grotte formano dei veri e propri cubicoli sotterranei che a volte prendono la forma di vere e proprie gallerie. Ma nel centro storico di Irsina si ergono pure i palazzi nobiliari risalenti al 500 e al 700 caratterizzati da bugne stemmi ed epigrafi. Grande importanza hanno anche le chiese prime fra tutte la Cattedrale di Santa Maria dell’Assunta risalente al XIII secolo che conserva al suo interno la statua del 500 di Sant’Eufemia attribuita ad Andrea Mantegna. Sant’Eufemia è la patrona della città festeggiata dal 14 al 17 settembre.
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Il centro attuale in cui risiedono circa 2000 abitanti risale al XII secolo ma nelle vicinanze in località Serra di Vaglio sono state rinvenute testimonianze di insediamenti risalenti ad un periodo compreso tra il X ed il III sec. a.C. Qui oltre a fondazioni di antiche abitazioni è visibile una fortificazione costruita con blocchi di pietra a secco e lunga circa 7 Km VI sec. a.C. mentre nella zona più a valle sono state rinvenute alcune sepolture appartenuti a nobili e guerrieri come dimostrano le fibule i gioielli e le acconciature femminili nonch le armature le bordature per cavalli. Poco più a nord di Vaglio in località Macchia di Rossano è stato rinvenuto un complesso sacrale monumentale del IV sec. a.C. dedicato alla Dea Mefitis. Da visitare oltre agli scavi archeologici la Chiesa Madre di San Paolo Apostolo risalente al 1400 dove si conserva il corpo di San Faustino Martire patrono del paese festeggiato la terza domenica di Maggio.
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