Melfi, Rionero, San Fele, Lagopesole, Avigliano, Barile, Forenza, Rapolla
Rotonda, San Severino Lucano, Terranova di Pollino, Latronico, Castelsaraceno, Lagonegro
Acerenza, Cancellara, Brindisi di Montagna, Vaglio di Basilicata, Castelmezzano, Pietrapertosa, Sasso di Castalda
Testimonianze storico-letterarie sulla presenza di questo vitigno si trovano nel poeta latino Orazio, che cantò le qualità della sua terra natia Venosa e del suo ottimo vino e di quanto fosse buono abbinato ai cibi locali. Fin da allora, infatti, erano ben chiare le caratteristiche di questo vitigno. L’Aglianico è dotato di una carica tannica eccezionale e di una importante freschezza e ricchezza aromatica. Per non parlare della sua straordinaria longevità, paragonabile ai migliori Barolo e Barbaresco. Nei primi anni di vita il vino si presenta purpureo, per poi evolvere verso un colore rosso rubino intenso. Con l’invecchiamento il colore tende al granato, con riflessi aranciati. Al naso il vino Aglianico è intenso e raffinato, con un bouquet stratificato, mirtilli, ciliegia, ribes e richiami di petali di rosa, ma anche note speziate di pepe nero e tabacco e timbri balsamici di eucalipto, incenso e radice di liquirizia e sfumature mentolate. Con l’invecchiamento si impreziosisce di profumi dovuti all’affinamento in legno. È un vino pieno, asciutto e corposo, dotato di una eccellente struttura e di un’ottima persistenza. Al palato è caratterizzato da tannini possenti e ben levigati, coadiuvati da una spiccata acidità. Questa caratteristica, insieme ad un tannino pronunciato, rendono l’Aglianico un perfetto abbinamento per piatti con tendenza grassa, come la selvaggina, gli arrosti, i brasati e gli spezzatini. Tra gli abbinamenti “formaggio e Aglianico”, da provare sicuramente è il pecorino locale, il caciocavallo lucano o il provolone impiccato. Il vino ne esalta infatti la componente “piccante”. Da non perdere anche l’abbinamento con salumi e affettati come Soppressata, Capocollo, Salami di Suino e Cinghiale e Salame pezzente lucano.
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Il Palio rionale di Sant'Egidio rispolvera antichi giochi e promuove la competizione tra i cinque Rioni di Latronico. Il Palio di Sant'Egidio si tiene durante tutto il mese di agosto, periodo in cui i rioni vengono abbelliti con i colori che identificano il quartiere. Partecipano al palio il Rione Capadavutu, il più antico, il Rione C.C.C.C.C, il salotto del paese, il Rione Munisteriu, dove un tempo sorgeva un convento, il Rione Funtana Villa, che prende il nome dal lavatoio e il Rione Viscigliu, zona in cui in passato crescevano piante di visciglio (i cerri).
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Il centro attuale in cui risiedono circa 2000 abitanti risale al XII secolo ma nelle vicinanze in località Serra di Vaglio sono state rinvenute testimonianze di insediamenti risalenti ad un periodo compreso tra il X ed il III sec. a.C. Qui oltre a fondazioni di antiche abitazioni è visibile una fortificazione costruita con blocchi di pietra a secco e lunga circa 7 Km VI sec. a.C. mentre nella zona più a valle sono state rinvenute alcune sepolture appartenuti a nobili e guerrieri come dimostrano le fibule i gioielli e le acconciature femminili nonch le armature le bordature per cavalli. Poco più a nord di Vaglio in località Macchia di Rossano è stato rinvenuto un complesso sacrale monumentale del IV sec. a.C. dedicato alla Dea Mefitis. Da visitare oltre agli scavi archeologici la Chiesa Madre di San Paolo Apostolo risalente al 1400 dove si conserva il corpo di San Faustino Martire patrono del paese festeggiato la terza domenica di Maggio.
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Lagonegro sorge nella Valle del Noce ai piedi del Monte Sirino ai confini con la provincia di Salerno e la Calabria. Posizionato in una zona ricca di sorgenti e laghetti Lagonegro ha origini lontanissime e il suo nucleo più antico risale al Medioevo nella zona del Castello. Nella chiesa di San Nicola si stanziarono dei monaci basiliani di origine bizantina tra il IX X sec. e una leggenda vuole che in questa chiesa sia stata sepolta Monna Lisa del Giocondo immortalata da Leonardo Da Vinci nel celebre ritratto conservato al Louvre di Parigi. Successivamente fu fortificata dai Longobardi di Salerno e dopo la conquista normanna fu assegnata alla contea di Lauria. L’aspetto religioso è molto sentito presso questa comunità infatti sul massiccio del Sirino c’è il Santuario della Madonna delle Nevi. La festività in suo onore si articola in tre momenti separati a giugno ad agosto e a settembre. Nel centro storico dove un tempo sorgevano templi dedicati alle divinità romane oggi sorgono alcune chiese questo processo di costruzione cristiana cominciò tra il IX X sec. Le sagre sono incentrate sui prodotti tipici come le castagne. Lagonegro ha dato i natali al cantante scomparso Mango. L’offerta turistica di Lagonegro non si esaurisce visitando il borgo e conoscendo la sua storia ma continua dando la possibilità ai turisti di optare per un turismo escursionistico favorito dal Monte Sirino meta prescelta anche dagli amanti dello sci alpino e di fondo grazie alla presenza del comprensorio in cui ricadono le stazioni di Lago Laudemio e Conserva di Lauria. Tra gli spettacolari boschi di faggio o sulle rive del lago glaciale Laudemio lago di origine glaciale a oltre 1500 metri di quota ci si può inoltrare soprattutto in primavera e avventurarsi in piacevoli passeggiate e rimanere affascinati dal colore verde smeraldo che il lago assume per la presenza di una particolare specie di alga. A pochi chilometri dal paese si trova il parco zoologico Giada creato da un appassionato di fauna esotica e donato successivamente al comune di Lagonegro.
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